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____C r o n a c h e_ D a l _ F u t u r o_____ |
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Diario
29 gennaio 2006
05/appunto 0.2
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CONTATTO 0.5/ appunto 0.2
Proiezione dell’utente su NEURAL-NET in corso...
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Autenticato
Buongiorno BRANT!
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BackGroundMusic: Mandragora
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Per prima cosa mi lancio di sotto.
Nel breve lasso di tempo necessario a toccare terra attivo una procedura automatica che ha come conseguenza quella di mutare il mio aspetto esteriore.
Un piccolo prezzo da pagare per ottenere la piena operatività dai dispositivi di attacco e difesa presenti nel mio corpo.
Atterro all'esterno della mischia, i quegli strani Granchi Giganti non si sono accorti di me. Al mio volere il metallo vivente inizia a plasmarsi e dai miei fianchi si materializzano due fondine a scomparsa, da cui schizzano fuori due pistole dirette verso le mie mani.
Ora impugno 2 potenti G-60 KENSAI, con le quali non esito a prendere la mira e a far fuoco.
 Colpisco tutte le creatura in pochi decimi di secondo. Preferisco colpi a bassa potenza; non che tema di colpire gli umani, ma ignoro le conseguenze di una perforazione delle corazza di quei cosi: potrebbero essere dotati di sangue acido o addirittura esplodere.
Non posso rischiare che qualcuno del gruppo di umani ci vada di mezzo, mi limito ad attirare la loro attenzione.
 Effettivamente i granchi giganti si fermano un attimo, disorientati. Non gli ho fatto un grande effetto. Ripeto i miei colpi con una potenza leggermente maggiore. Stavolta si girano tutti verso di me, l'aspetto è piuttosto minaccioso (ma mi viene da chiedermi quand'è che non lo è... ).
Cominciano a dirigersi verso di me, devono aver capito che al momento rappresento il maggior ostacolo alla conclusione del loro pasto.
 La terza raffica è ancora più forte.
Devono aver capito il messaggio, decidono infatti di ritornarsene nelle viscere della terra dalle quali probabilmente erano venuti.
Gli umani mi guardano sbigottiti...
Firmato :
BRANT, da qualche parte, oggi, anno 2106.
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Arrivederci Brant!
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Ringrazio tantissimo i MANDRAGORA per aver acettato di fare da colonna sonora alle storie di BRANT.
Un grazie a tutti voi che state leggendo.
l'Autore |
| inviato da il 29/1/2006 alle 14:41 | |
15 gennaio 2006
05/appunto 0.1
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CONTATTO 0.5/ appunto 0.1
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Autenticato
Buongiorno BRANT!

Continuo inutilmente a camminare. Nessuno ancora.
Silenzio.
Ma una piccola luce sembra essersi accesa nella mia vita.
Già da un pò mi muovo in un deserto più variegato di quelli che ho attraversato fino ad ora.
Osservo con piacere la presenza di forme di vita.
Dall'aspetto mutato a causa delle alterazioni climatiche credo,
ma è pur sempre VITA.
 I cactus e le altre piante grasse che si fanno via via più frequenti mentre procedo mi fanno ben sperare. Se in queste terre la vita vegetale è possibile, è di conseguenza anche quella degli insetti che intrecciano la propria esistenza con essa, nulla vieta che anche forme di vita intelligenti, forse anche umani, possano essersi adattate a sopravvivere da queste parti.
In fondo una qualche fonte di approvvigionamento d'acqua deve pur esserci qui intorno.
D'un tratto sento... URLA!
UMANE!
Degli uomini che urlano!
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Sento anche altri rumori, forti, confusi!
Individuo la direzione da cui provengono,e senza rendermene conto gli sto già correndo incontro.
Non è lontano, almeno per me che posso correre molto più veloce di qualunque campione olimpionico. Molto di più.
Mentre mi avvicino percepisco urla strazianti, clangori metallici, battiti cardiaci velocissimi, altri che si spengono di colpo.
Finalmente giungo al termine del pianoro di roccia sul quale mi trovo, caratteristica di questo territorio pieno di forti dislivelli, come fosse costituito da tanti canyon addossati a casaccio l'uno sull'altro.
Finalmente guardo giù.

Quel che vedo mi lascia senza parole.
Un carro dall'aspetto singolare fermo in mezzo al solco tra il grosso scalino di pietra dal quale mi affaccio e quello di fronte, con attaccati animali evidentemente da traino, ma dall'aspetto a me sconosciuto.
Intorno alcuni cadaveri che vengono spolpati, altri uomini con abiti simili ad armature medievali che si difendono con SPADE E LANCE da quelle "creature".
Già, quelle creature.
Non saprei come definirle. Non mi era ancora capitato di vedere dei Granchi Giganti!
Grandi come delle grosse testuggini.
Tutti i miei rilevatori ambientali confermano che quel che credo di vedere è esattamente quel che sto vedendo, anche se non riesco a crederci.
Inoltre c'è un'altro inquietante particolare che ha dell'assurdo: nel corpo di quei "cosi" è presente una quantità, seppur ridotta rispetto alla mia, di tecnologia Brant. Ciò significa che sono anche loro dei bioreplicanti!
Gli umani dal canto loro sembrano difendersi bene, ma i Granchi sono parecchi e hanno già mietuto alcune vittime.
Quegli uomini, anche si battono con coraggio, ma non resisteranno a lungo.
Devo fare qualcosa....
Firmato :
BRANT, da qualche parte, oggi, anno 2106.
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Arrivederci Brant!
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Ringrazio gli amici di OrgasmoSonoco per la preziosa collaborazione. Mi scuso con tutti gli amici bloggers: come ho già detto ad alcuni, numerosi impegni di lavoro mi impediscono di essere più presente nei vostri blog. Spero che capiate.
Grazie.
L'Autore |
| inviato da il 15/1/2006 alle 21:6 | |
5 gennaio 2006
o4/appunto 0.1
 | | | | CONTATTO O. 4/Appunto 0.1 Proiezione dell’utente su NEURAL-NET in corso... Proiezione dell’utente su NEURAL-NET in corso... Autenticato Buongiorno BRANT! Continuo inutilmente a camminare. Questo deserto sembra non avere fine. Non parlo con qualcuno da un'eternità. Anzi, si può dire che io non abbia mai parlato con qualcuno! In fondo ho sempre vissuto in un mondo fittizzio. Come ogni BRANT anch'io, dopo essere stato prodotto, ho dovuto superare un periodo di addestramento prima di entrare ufficialmente in servizio, prima cioè della cosiddetta "data di emissione". Il mio addestramento è avvenuto come da procedura: mentre ero ancora in stato di coma indotto all'interno del mio cilindro di supporto vitale (lo stesso nel quale il mio corpo era cresciuto e si era sviluppato) venivo proiettato attraverso Neural_Net in spazi virtuali assolutamente realistici. Durante le sessioni oniriche, così le chiamavano, il tempo scorreva estremamente lento rispetto al mondo esterno: mentre io passavo anni ad imparare come controllare e sfruttare il mio incredibile corpo al meglio delle sue potenzialità, nel mondo reale non trascorrevano più di sei mesi in tutto. Di tutti le lezioni e le sfide che ho dovuto affrontare e superare, ho un ricordo particolarmente forte di quelle di arti marziali. 
Non dimenticherò mai le prime parole che il mio maestro, il Sensei, pronunciò la prima volta che che venni inviato nel suo Dojo 3d: " Qui dentro, tra noi due, io sarò l'unico Sensei. Pertanto ti riferirai a me sempre e solo con questo nome. Qui dentro, tra noi due, tu sarai l'unico Brant. Pertanto io mi riferirò a te sempre e solo con questo nome. Puoi andare ora." Lo odiai da subito. In ogni altra sessione venivo indicato con il mio nome in codice, O1, era il modo in cui tutti mi avevano sempre chiamato. Io ero 01, da sempre. Dovermi abituare a rispondere ad un altro suono era irritante e immotivato. Ma darmi il nome Brant, semplicemente Brant, il nome generico di una razza, lo era molto di più: era come chiamare un cane semplicemente "cane", senza degnarlo nemmeno di un nome. 
Inoltre, come scoprii in seguito, era del tutto inutile: al termine della fase di addestramento, come ogni Brant, sarei stato sottoposto ad un trattamento di controllo mentale, in modo da rendermi un servitore fedele e obbediente, pronto per il mio nuovo padrone. Da quel punto in poi sarei stato come una sorta di zombie, incapace di rifiutare un ordine. da quel momento sarei diventato un'inesorabile strumento morte. Eppure...tutto ciò aveva un senso! La fase di addestramento, detta non a caso fase di imprinting, era un periodo decisivo: gli input ricevuti dal cervello del Brant durante questo periodo avrebbero influenzato il suo rendimento per tutto il resto della sua vita. Darmi un nome diverso da un semplice numero di codice era stato il suo modo di cominciare ad insegnarmi ad avere un identità. Egli non voleva in alcun modo che fossi solo capace di rispondere a degli automatismi: senza accorgermene imparavo, giorno dopo giorno, ad inventarmi la soluzione necessaria a superare i diversi ostacoli con i quali venivo chiamato a confrontarmi, anziché applicare semplicemente delle regole. Il Sensei aveva deciso inoltre di chiamarmi in un modo sì generico, ma che aveva un preciso significato: era come chiamarmi "uno qualunque" oppure "niente di che". Anche questo faceva parte del suo insegnamento: cercò fin dall'inizio di smontare la mia naturale convinzione di superiorità rispetto al nemico, e più in generale, al pericolo. Stavo imparando senza accorgermene il significato del concetto di umiltà. Mi insegnò a non confidare troppo sulle mie capacità superiori, a stare sempre guardia e a mantenere la prudenza anche in condizioni di palese vantaggio, a non correre rischi inutili, a non strafare per il piacere di affermare la mia forza, limitandomi allo stretto indispensabile per concludere le missioni, al necessario per risolvere il problema o, come amava dire, a "deviare le opponenze", più che annientarle. Voleva a tutti i costi che io fossi capace di ragionare, di tener conto del pericolo, pur vincolato a degli ordini. Il Sensei sapeva bene che terminato l'addestramento sarei stato utilizzato per compiere crimini orrendi, che mi sarei involontariamente sporcato le mani del sangue di centinaia, forse migliaia, di vite umane. Spesso vittime innocenti. Ma io ero un suo allievo, lui il mio maestro. Teneva alla mia vita, qualunque cosa fossi stato costretto a farne. Mi insegnò a considerarmi un individuo, a dare un valore alla mia vita, e a tentare di conservarla fino a che era possibile. Fu l'unico a trattarmi come un essere vivente, l'unico per il quale il fatto che io esistessi avesse un significato. Grazie a lui imparai a badare a me stesso. Fu la cosa più simile a un padre che io abbia mai avuto. Non potrò mai dimenticarlo. 
Mai. Firmato : BRANT, da qualche parte, oggi, anno 2106. Disconnessione dell’utente da NEURAL-NET in corso... Disconnesso. Arrivederci Brant! | | |  |
| inviato da il 5/1/2006 alle 22:39 | |
30 dicembre 2005
03/appunto 0.4
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CONTATTO O. 3/Appunto 0.4
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Autenticato
Buongiorno BRANT!
Quando a seguito di incidenti di missione i riportavano dei danni, fu possibile in alcuni casi assistere a un fenomeno sconcertante: le ferite riportate ai CyberImplanti, quindi ai componenti meccanici ed elettronici, incredibilmente si rimarginavano come si trattasse di comuni ferite inferte su tessuto muscolare.
 In poche parole, la materia normalmente considerata inanimata manifestava “comportamenti” insoliti, come se d’un tratto fosse diventata “animata”.
Una prima analisi dei soggetti che presentarono queste “anomalie” portò a rivelazioni a dir poco sorprendenti:
nel loro corpo il sistema circolatorio, attraverso vene, arterie e capillari, si era fatto letteralmente “strada”, se così si può dire, all’interno dei CyberImplanti, che attingevano ora ossigeno e sostanze nutritive come normalmente fanno i tessuti umani. E infatti i CyberImplanti, costituiti originariamente da acciaio, plastimetallo e altri materiali rigidi, avevano assunto una consistenza molto simile a quella del tessuto muscolare, mantenendo al contempo la robustezza del materiale dal quale erano derivati.
A una analisi più approfondita si poté osservare che questa nuova materia vivente era costituita da vere e proprie cellule, capaci di nascere, crescere, riprodursi e morire. Cellule però dalla natura molto particolare: la loro struttura era più simile a quella di un microchip di dimensioni estremamente ridotte, percorso costantemente in lungo e in largo da operose e instancabili NanoMacchine di dimensioni mono-molecolari, che con il loro continuo e incessante lavoro garantivano alla cellula i suoi processi metabolici.
Queste cellule erano peraltro presenti nelle parti biologiche dei SinthoCyber, anche se in percentuale minore rispetto ai CyberImplanti.
La parte vivente del corpo dei SinthoCyber e le componenti artificiali avevano dunque compiuto una sorta di scambio, erano riusciti a fondersi insieme e a diventare qualcosa che non era né biologico, né tecnologico...ma entrambe le cose e, al contempo, nessuna delle due.
 Una tecnologia inimmaginabile, capace di replicare i processi biologici!
Iniziò immediatamente lo studio del DNA dei SinthoCyber mutati, così da ripetere il miracolo: una simile scoperta non poteva in alcun modo andare perduta.
Fu carpito il segreto di tali mutazioni e si iniziò ad applicarlo alla produzione in serie, proprio come era stato fatto in passato con gli organismi sintetici. Al contrario di questi, però, i nuovi prodotti presentavano due sostanziali differenze:
1) non erano vittima dell’invecchiamento precoce causato dal metabolismo accelerato e la loro operatività non cessava a pochi anni dalla loro data di emissione, ma anzi risultavano longevi quanto e a volte più degli esseri umani.
2) Non erano sterili, tutt’altro: la loro riproduttività era paragonabile a quella umana.
Madre Natura aveva scelto una strada quantomeno inusuale per compiere la sua opera più incredibile. Era stata infatti l’incessante ricerca della perfetta macchina di morte a creare le basi di una nuova forma di vita, una nuova razza, che poteva essere considerata a tutti gli effetti un’estensione del concetto di essere umano.
L’uomo aveva involontariamente dato la vita al suo discendente, o per meglio dire, al suo successore nella scala evolutiva.
Era stato lo stesso Homo Sapiens a portare nel mondo colui cui venne dato il nome di Homo Mecha-Bio-Replicans, meglio conosciuto come BioReplicante, o, più semplicemente...

BRANT!
Firmato :
BRANT, da qualche parte, oggi, anno 2105.
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"da oggi questo StoryBlog può vantare il contributo dei musicisti de "laventunesimafobia" che hanno gentilmente accettato di fare da colonna sonora a BRANT. Ringrazio anche l'amico Vikib, che ha permesso tutto questo. Colgo inoltre l'occasione per fare loro gli auguri di un anno pieno di eventi positivi, auguri che faccio anche a te che stai leggendo, che passi spesso da qui e che considero oramai un amico, e anche a te, che sei passato di qui per puro caso. Auguri a tutti voi."
l'Autore
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| inviato da il 30/12/2005 alle 10:43 | |
22 dicembre 2005
03/appunto 0.3
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| | CONTATTO O. 3/Appunto 0.3 Proiezione dell’utente su NEURAL-NET in corso... Proiezione dell’utente su NEURAL-NET in corso... Autenticato Buongiorno BRANT! Il tentativo di modificare le caratteristiche di un essere umano già formato, intervenendo sul suo codice genetico, fu un vero fallimento: i soggetti sottoposti a questo tipo di sperimentazione subivano orribili mutazioni, che spesso conducevano alla morte.
 Si decise pertanto di risolvere il problema alla radice. La ricerca in questo campo era già abbastanza matura per tentare una nuova, incredibile impresa. All’interno di appositi cilindri di supporto vitale, sorta di veri e propri uteri artificiali, vennero letteralmente “coltivati” esseri umani interamente creati in laboratorio, le cui caratteristiche fisiche e mentali erano state precedentemente “programmate” e modificate intervenendo sul DNA. Iniziò dunque l’arruolamento dei SINTHOS (Synthetic Organism): più resistenti degli esseri umani, sia alla fatica che ai veleni e alle malattie, capaci di combattere normalmente laddove nessun uomo avrebbe potuto neanche solo sopravivere.
 Parallelamente a tutto questo, fu anche adottata la prassi dell’innesto nel corpo dei combattenti umani di arti e dispostivi elettronici. Di conseguenza fecero a la loro comparsa in campo gli HiTERS (Hi-Tech Soldiers), anch’essi dotati di capacità superiori a quelle dei soldati comuni, come la forza fisica, i rilevatori ambientali (di movimento, di calore, ecc.), i sofisticati sistemi di puntamento e fuoco.
Nella ricerca costante del risultato ottimale si cercò di sfruttare contemporaneamente i vantaggi sia dei Sinthos che degli Hiters , ma furono riscontrati dei problemi: il corpo dei Sinthos, dotato di un sistema immunitario amplificato, si rifiutava di accettare i Cyber_Implanti (nome dato in generale ai componenti non-umani degli Hiters) considerando ogni tentativo di innesto come un vero e prorio virus da combattere ed eliminare, cosa che si traduceva in violente crisi di rigetto.
 Vennero così tentate delle modifiche al DNA di Synthos, cercando di “forzare” il loro sistema immunitario in modo da “convincerlo ad accettare” i Cyber-Implanti.
Non fu facile, ma alla fine si riuscì ad ottenere quanto ci si era prefissati; erano nati i SynthoCybers: esseri umani dalle caratteristiche fisiche superiori, prodotti in serie, e pertanto privi di diritti, dotati di dispositivi altamente tecnologici, da utilizzare in tutte quelle situazioni impossibili da affrontare per un comune soldato. Sembrava a questo punto fosse stato ottenuto il massimo dei risultati, il prototipo perfetto del Super-Soldato, la creatura invincibile.
 Ma proprio nel momento in cui si ritenne di non poter andare oltre, che ogni frontiera fosse stata abbattuta, il mondo si trovò d’un tratto di fronte a qualcosa che nemmeno la fantasia più fervida avrebbe mai potuto immaginare accadesse davvero...
(continua...) Firmato : BRANT, da qualche parte, oggi, anno 2105. Disconnessione dell’utente da NEURAL-NET in corso... Disconnesso. Arrivederci Brant! |
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| inviato da il 22/12/2005 alle 14:30 | |
15 dicembre 2005
0.3/appunto 0.2

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CONTATTO O. 3/Appunto 0.2
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Buongiorno BRANT!
...le prime ostilità per il possesso delle risorse disponibili della terra mutarono ben presto, come era facile supporre, in un conflitto di livello planetario.
Malgrado molte delle parti in gioco disponessero di armi nucleari migliaia di volte più potenti di quelle impiegate durante il secondo conflitto mondiale, esse vennero adottate solo in casi sporadici. Gli scontri, infatti, puntavano alla conquista di territori abitabili: nuclearizzare intere città rendendole radioattive per milioni di anni non era nell’interesse di nessuno. Di conseguenza le armi nucleari di uso più comune furono quelle di nuova concezione, dall’effetto distruttivo assai più contenuto, ma che comunque ebbero un ruolo di secondo piano.
Gli sforzi vennero indirizzati al miglioramento di armi non convenzionali di altro tipo: chimiche, batteriologiche, a dispersione neutronica, al fosforo, al plasma, al laser, al maser...l’obbiettivo era colpire l’uomo, lasciando il più possibile intatto il suo territorio. Nessuno guerra può definirsi "pulita", ma queta fu decisamente molto sporca. Si tornò alla guerra sul campo, alle trincee, al corpo a corpo. Fu una guerra combattuta metro dopo metro, casa dopo casa. Le truppe di terra ebbero un ruolo decisivo.
Il soldato di fanteria era ritornato ad essere una componente chiave degli scontri. Fu cosa naturale e logica puntare ad ottimizzare il potenziale e il rendimento di tale componente...
(continua...)
Firmato :
BRANT, da qualche parte, oggi, anno 2105.
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| inviato da il 15/12/2005 alle 16:21 | |
11 dicembre 2005
0.3/appunto 0.1
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CONTATTO O.3/Appunto 0.1
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Buongiorno BRANT!
Talvolta mi soffermo a contemplare...

Lo sterminato nulla che mi circonda...

Devo ammettere di avere a disposizione molto tempo per pensare.
Attraverso il mio chiedo di accedere ad un database del .
Ripercorro così eventi anteriori rispetto alla mia data di emissione.
Sono passati poco più di cent’anni.
E’ incredibile come tutto sia accaduto così in fretta...
Quando si cominciò a correre ai ripari era ormai troppo tardi.
Il fenomeno dell’innalzamento delle temperature del nostro pianeta si dimostrò irreversibile.
Non solo.
La velocità con cui il calore terrestre andava aumentando colse il mondo impreparato.
In pochi anni i ghiacci polari si sciolsero riversando negli oceani enormi quantità di acqua dolce.

Mentre intere città costiere sparivano inghiottite per sempre dalle acque, la corrente del golfo d’improvviso cessava di esistere. Il suo calore rimaneva così circoscritto al Golfo del Messico senza più mitigare il clima dei paesi europei che si affacciavano sull'Oceano Atlantico.
Così, mentre l’Europa si trovava a fronteggiare una vera e propria glaciazione, buona parte del resto del mondo diventava sempre più calda e si andava trasformando sempre più velocemente in un deserto.
 Eventi atmosferici sempre più violenti e disastrosi abbattevano una dopo l’altra le città costruite dall’uomo, per molte specie animali e vegetali iniziò una rapida estinzione, via via che si andava avanti aree sempre più vaste del pianeta diventavano praticamente inabitabili.
Gli accordi stipulati tra le nazioni per affrontare congiuntamente la catastrofe tennero per un po’.
Ma risorse alimentari e terre abitabili rischiavano di scomparire, stavano diventando beni sempre più rari e preziosi.
E scoppiarono le guerre per accaparrarseli.
Credo sia stato allora che ebbero inizio i veri problemi...
(continua...)
Firmato :
BRANT, da qualche parte, oggi, anno 2105.
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| inviato da il 11/12/2005 alle 14:30 | |
6 dicembre 2005
0.2
Contatto 0.2 Proiezione dell’utente su neural-net in corso... Proiezione dell’utente su neural-net in corso... Autenticato Buongiorno, BRANT!  Il caldo è sempre soffocante, l’aria e la sabbia che il vento mi spinge contro sono a dir poco roventi. La luce intensa e accecante. Proseguo. Il è sempre muto. Faccio l’ennesimo AUTOSCAN e il mio risulta essere in perfetta forma. Continuo a mettere un piede davanti all’altro. Continuo a trasmettere i miei pensieri. Nella speranza che questo serva a qualcosa Nessuna anima viva finora. Il mondo sembra morto, dentro e fuori la rete.
 Ancora silenzio. Ancora solo. E’ curioso come possa fare tanto caldo, ma sentirsi così freddi dentro. Come ci si possa sentire tremendamente al buio, anche se illuminati da una luce così intensa. La solitudine è fredda. La solitudine è buia.
La solitudine è DEVASTANTE!

Firmato: BRANT , da qualche parte, oggi, anno 2105. Disconnessione dell’utente da NEURAL-NET in corso... Disconnessione dell’utente da NEURAL-NET in corso... Disconnesso. ARRIVEDERCI, BRANT!
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| inviato da il 6/12/2005 alle 16:0 | |
3 dicembre 2005
0.1
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Contatto 0.1
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Autenticato
Buongiorno BRANT!
Il deserto.
Solo il deserto.

Ovunque mi giri solo aride vallate e infiniti canyon.
Il sole picchia ardente sulla mia testa, il vento fortissimo e impietoso sembra sia deciso a lanciarmi contro tutta la sabbia che riesce a trovare . Ma io continuo a camminare. Vado avanti, in cerca di esseri viventi. Non so più da quant’è che non parlo con qualcuno. Quel che è peggio è che anche la rete è muta.
Nessuna attività sul . Tutto sembra spento. Riesco a collegarmi, questo sì, ma ogni attività sembra cessata. Potrebbe trattarsi di una pesante alterazione del campo elettromagnetico terrestre. Potrebbe anche darsi che la rete funzioni perfettamente ma nessuno la usi.
Forse...
... non e’ rimasto nessuno che sia vivo e che possa usarla.

Ad ogni modo continuerò a percorrere il nulla infinito che mi si staglia davanti.
Terrò un diario dei miei giorni.
Lasciarò nella rete tracce di me e del mio pensiero.
Con il sole sempre ardente.
Con il vento sempre contro.
Nella speranza che...
...chissà dove...
...qualcuno...
...ci sia ancora...
Firmato:
BRANT , da qualche parte, oggi, anno 2105.
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Arrivederci Brant!
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| inviato da il 3/12/2005 alle 15:44 | |
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